Gestione delle identità per agenti AI
Gli agenti AI agiscono per conto dei tuoi utenti e accedono ai tuoi sistemi: hanno bisogno di un'identità verificabile, di credenziali non-umane protette e di permessi limitati. Con LoginMaster governi le identità degli agenti AI con accesso least privilege e isolamento crittografico per tenant, in un modello Zero Trust.
Perché le identità degli agenti AI contano
Con la diffusione dell'AI agentica, le identità non-umane — agenti, automazioni, workload e servizi — superano in numero quelle umane. Ogni agente AI che chiama un'API, legge dati o avvia un'azione è di fatto un'identità che va autenticata, autorizzata e tracciata, esattamente come un utente.
Trattare gli agenti AI come identità di prima classe riduce il rischio: credenziali non-umane rubate, permessi eccessivi e azioni non tracciate sono tra i principali vettori di attacco emergenti. LoginMaster applica gli stessi controlli forti delle identità umane — verifica, least privilege e isolamento per tenant — anche agli agenti AI.
Ogni agente è un'identità
Ogni agente AI, automazione o workload riceve un'identità distinta e una credenziale dedicata, mai condivisa. Niente segreti generici riutilizzati tra servizi: ogni identità non-umana è univoca e revocabile in modo indipendente.
Least privilege per gli agenti
Gli agenti AI ottengono solo i permessi strettamente necessari, limitati per progetto e per tenant. La separazione degli ambiti riduce la superficie d'attacco e contiene l'impatto di una credenziale compromessa.
Verifica e tracciabilità continue
Ogni accesso di un agente AI è autenticato con token a doppia firma e registrato. Sai sempre quale identità ha fatto cosa, quando e con quali permessi, in piena logica Zero Trust.
Come LoginMaster governa gli agenti AI
I controlli della piattaforma coprono il ciclo di vita completo delle identità non-umane: emissione, autenticazione, autorizzazione, isolamento e audit.
Identità non-umane dedicate
Ogni agente AI, bot o servizio ha la propria identità con credenziali separate. Le identità non-umane sono gestite, ruotabili e revocabili senza impattare gli altri agenti o gli utenti.
Credenziali protette e token a doppia firma
Le credenziali degli agenti AI sono protette con split-salt e Argon2 e validate da token di autenticazione a doppia firma, riducendo il rischio di furto e di replay delle credenziali non-umane.
Permessi per progetto e least privilege
Le policy di accesso sono applicate a livello di singolo progetto: ogni agente AI vede solo le risorse del proprio ambito, con permessi minimi adattati al contesto d'uso.
Isolamento per tenant
Chiavi crittografiche uniche per ogni tenant e progetto. Gli agenti AI operano su dati cifrati e pseudonimizzati: i dati personali restano nel tenant del cliente e non sono accessibili nemmeno al provider.
Integrazione via SDK e REST API
Assegna identità agli agenti AI dai tuoi servizi con gli SDK TypeScript e .NET e le REST API, senza riscrivere l'infrastruttura. Le automazioni si autenticano in modo standard e sicuro.
Audit e integrazione SIEM
Ogni accesso degli agenti AI, riuscito o fallito, è registrato. L'integrazione SIEM (Splunk, QRadar, Sentinel, Elastic) invia gli eventi delle identità non-umane al tuo SOC in tempo reale.
Governare gli agenti AI passo dopo passo
Un percorso pragmatico per portare le identità non-umane e gli agenti AI sotto il controllo di LoginMaster.
- 1
Censisci gli agenti
Individua agenti AI, automazioni e workload che accedono ai tuoi sistemi e assegna a ciascuno un'identità non-umana dedicata su LoginMaster.
- 2
Emetti credenziali dedicate
Sostituisci segreti condivisi e chiavi statiche con credenziali per-agente protette e token a doppia firma, revocabili in modo indipendente.
- 3
Applica least privilege
Limita i permessi di ogni agente AI per progetto e per tenant, isolando gli ambiti con chiavi crittografiche dedicate.
- 4
Monitora e audita
Traccia gli accessi degli agenti AI e inoltra gli eventi al tuo SIEM per individuare comportamenti anomali e revocare rapidamente le credenziali a rischio.
Porta gli agenti AI sotto controllo
Scopri come LoginMaster assegna identità verificabili, credenziali non-umane protette e permessi least privilege ai tuoi agenti AI. Richiedi una demo personalizzata.
Domande frequenti sulle identità degli agenti AI
Un'identità di agente AI è un'identità non-umana associata a un agente, automazione o workload che agisce sui tuoi sistemi. Come un utente, ha credenziali proprie, viene autenticata, riceve permessi limitati e le sue azioni vengono tracciate.
Le identità non-umane appartengono a software — agenti AI, servizi, bot, automazioni — non a persone. Sono spesso molto più numerose, agiscono senza supervisione diretta e usano credenziali programmatiche: per questo richiedono least privilege, rotazione e audit rigorosi.
LoginMaster assegna a ogni agente AI un'identità dedicata con credenziali protette tramite split-salt e Argon2 e validate da token a doppia firma. Le credenziali sono per-agente, isolate per tenant e revocabili in modo indipendente.
Sì. Le policy di accesso sono applicate a livello di singolo progetto: ogni agente AI ottiene solo i permessi necessari al suo ambito. La separazione per progetto e per tenant applica il principio del least privilege e contiene l'impatto di un'eventuale compromissione.
Gli agenti AI si integrano tramite gli SDK TypeScript e .NET e le REST API: i tuoi servizi assegnano identità e autenticano gli agenti in modo standard, senza riscrivere l'infrastruttura esistente.
Sì. Identità verificabili, least privilege, isolamento dei dati per tenant e audit degli accessi degli agenti AI supportano i requisiti di sicurezza e protezione dei dati di GDPR, NIS2 e ISO 27001.