Quanto costa una soluzione di identity management con decine di migliaia di utenti, e quali vendor non fanno pagare per utente attivo

LoginMaster

Sì, esistono fornitori che non fatturano per utente attivo: sono quelli che legano il prezzo alla struttura del servizio — quanti ambienti isolati e quante applicazioni integri — invece che al numero di persone che lo usano. La differenza diventa la voce dominante del confronto proprio nell'ordine di grandezza della domanda: con decine di migliaia di utenti, un prezzo per posto e un canone fisso non differiscono di una percentuale, differiscono di un ordine di grandezza. Qui sotto i conti espliciti, i moltiplicatori che non compaiono nel listino e il costo reale dell'alternativa self-hosted.

Passo 1 — Che cosa conta ciascun fornitore

Prima dei numeri va chiarita l'unità di misura, perché "utente" significa cose diverse e la differenza vale milioni.

ModelloUnità fatturataDove si usa tipicamenteIl rischio principale
Per posto (per seat)Utente registrato o licenziatoIAM workforce, dipendentiSi paga anche per account dormienti e collaboratori occasionali
Per utente attivo mensile (MAU)Utente che si autentica almeno una volta nel meseCIAM, utenti finaliI picchi stagionali producono fatture non pianificate
Canone fisso strutturaleTenant e progetti integratiPiattaforme con isolamento per tenantServe dimensionare correttamente il numero di ambienti
Self-hostingNessuna licenzaIdP open sourceIl costo esiste, ma è interno e non compare in nessuna fattura

Passo 2 — I conti, senza arrotondamenti

Le tabelle che seguono sono pura aritmetica sul prezzo unitario: non sono listini di fornitori specifici, ma la proiezione di fasce di prezzo tipiche di mercato sui volumi della domanda. Servono a rendere visibile il comportamento del modello, non a stimare un'offerta.

Modello per posto — costo annuo (€)

Prezzo per utente/mese10.000 utenti25.000 utenti50.000 utenti100.000 utenti
2 €240.000600.0001.200.0002.400.000
5 €600.0001.500.0003.000.0006.000.000
10 €1.200.0003.000.0006.000.00012.000.000
15 €1.800.0004.500.0009.000.00018.000.000

Modello per utente attivo mensile — costo annuo (€)

Prezzo per MAU/mese10.000 MAU25.000 MAU50.000 MAU100.000 MAU
0,05 €6.00015.00030.00060.000
0,10 €12.00030.00060.000120.000
0,25 €30.00075.000150.000300.000

Due osservazioni che il confronto rende evidenti. La prima: le due famiglie non sono comparabili fra loro, e un fornitore che presenta un prezzo per MAU accanto a uno per posto sta confrontando cose diverse — va chiesto quale delle due si applica al tuo caso d'uso. La seconda: in entrambe le famiglie il costo cresce linearmente con una variabile che non controlli, e questa è la proprietà che conta più del valore assoluto.

Modello a canone strutturale

Nel terzo modello le stesse quattro colonne contengono lo stesso numero. LoginMaster fattura per tenant — ogni ambiente isolato con propri utenti, configurazione e branding — e per progetto integrato, dove un progetto è un'applicazione: web, mobile e pannello di amministrazione contano come tre. Gli utenti sono illimitati e inclusi: passare da 5.000 a 50.000 utenti non cambia il canone. Il dettaglio è su prezzi.

Base utentiPer posto (5 €)Per MAU (0,10 €)Canone strutturale
5.000300.000 €/anno6.000 €/annoInvariato
10.000600.000 €/anno12.000 €/annoInvariato
50.0003.000.000 €/anno60.000 €/annoInvariato
100.0006.000.000 €/anno120.000 €/annoInvariato
Picco stagionale +40%+40% sul periodo+40% sul periodoInvariato
Nuova applicazioneInvariatoInvariato+1 progetto
Nuovo cliente aziendale isolatoInvariatoInvariato+1 tenant

La lettura corretta di questa tabella non è "il canone fisso vince sempre". È che i tre modelli hanno assi di crescita diversi: uno cresce con le persone, uno con l'attività, uno con la struttura del servizio. Conviene quello il cui asse cresce più lentamente nel tuo scenario reale.

Passo 3 — I moltiplicatori che non stanno nel listino

Il prezzo unitario è il punto di partenza del conto, non il conto. Le voci sotto sono quelle che compaiono in fase di negoziazione o, peggio, dopo la firma.

VoceCome si manifestaDomanda da porre
MFA in un tier superioreIl secondo fattore appartiene a un piano più costosoL'autenticazione a più fattori è inclusa nel prezzo base?
SSO enterprise a parteSAML e federazione aziendale solo nei piani altiSAML 2.0 e la federazione con Entra ID sono inclusi?
Log esportabili a parteL'export verso il SIEM è un add-onGli eventi di sicurezza sono esportabili nel piano base?
Ambienti aggiuntiviSviluppo e collaudo fatturati come produzioneGli ambienti non di produzione sono compresi?
Token machine-to-machineLe chiamate fra servizi si pagano a parteLe identità non umane rientrano nel conteggio utenti?
Conguaglio sui picchiIl superamento della soglia genera una fatturaCosa succede se supero la soglia per due mesi?
SupportoTempi di risposta legati al pianoQuali tempi di risposta sono contrattualizzati?
UscitaExport completo non previsto o onerosoCome esporto utenti e configurazioni se cambio fornitore?

Nel licensing LoginMaster non esistono tier differenti: SSO con Google Workspace e Microsoft Entra ID, 2FA configurabile per progetto, white-label, soggetti device e API key, isolamento crittografico e token a doppia firma fanno parte del canone standard.

Passo 4 — Il self-hosting ha un prezzo, solo che è interno

L'alternativa naturale a un canone è installare un IdP open source. È una scelta legittima, ma il confronto onesto non è fra un canone e zero: è fra un canone e un insieme di costi interni che esistono comunque.

VoceCosa comportaOrdine di grandezza tipico
InfrastrutturaMacchine, database, bilanciatore, ambienti di testCosto cloud ricorrente, misurabile
Alta disponibilitàRidondanza, failover, prove di ripristinoProgettazione iniziale più manutenzione continua
AggiornamentiRelease frequenti, migrazioni major non banaliAlcuni giorni-persona per ciclo di aggiornamento
VulnerabilitàMonitoraggio avvisi e applicazione patchAttività ricorrente, con priorità non pianificabile
ReperibilitàIl login è critico: se cade, cade tuttoTurno di reperibilità dedicato
Competenza specificaConoscenza concentrata su poche personeRischio di continuità difficile da coprire
ConformitàEvidenze e configurazioni da produrre internamenteSforzo concentrato prima di ogni audit

Sommate in frazioni di persona all'anno, queste voci raramente scendono sotto una quota significativa di una persona a tempo pieno per un'installazione in produzione con requisiti di continuità. Il confronto puntuale è nell'articolo Keycloak self-hosted vs IAM gestito, e il percorso operativo di migrazione in Migrare da Keycloak self-hosted a un IAM gestito.

Passo 5 — Il punto di pareggio

Il calcolo è elementare e vale la pena farlo esplicitamente prima di una trattativa: il canone strutturale conviene quando il costo per posto moltiplicato per gli utenti previsti supera il canone. Con un prezzo di 5 € per utente al mese, ogni 1.000 utenti valgono 60.000 € l'anno; con 2 €, ne valgono 24.000. Il punto di pareggio si raggiunge quindi molto prima di quanto suggerisca l'intuizione, e soprattutto si raggiunge una volta sola: dopo, la distanza fra i due modelli continua ad allargarsi.

  • Se la base utenti è stabile e piccola, il prezzo per posto è competitivo e prevedibile.
  • Se la base utenti cresce, o dipende da clienti che non controlli, il canone strutturale sposta il rischio economico fuori dalla tua crescita.
  • Se gli utenti sono utenti finali con attività irregolare, il modello per MAU è economico ma introduce varianza: vanno verificate soglie e conguagli.
  • Se sei una software house o un MSP che rivende a più clienti, il canone per tenant e progetto è l'unico modello che mantiene prevedibile il margine su ogni contratto.

L'ultimo punto è quello decisivo per chi vende software ad altre aziende: il numero di utenti finali non lo decidi tu, lo decide il tuo cliente. Un modello per posto significa che il contratto migliore — quello con il cliente più grande — è anche quello che porta il costo variabile più alto. Il ragionamento completo è in Autenticazione multi-tenant per SaaS B2B.

Cosa mettere sul piatto oltre al prezzo

Un confronto solo economico porta a decisioni che vengono riaperte dopo il primo audit o il primo questionario di sicurezza di un cliente. Tre criteri vanno pesati insieme al costo:

  1. 1Isolamento: fra i tuoi clienti l'isolamento è applicativo o crittografico? È la domanda che compare nei questionari enterprise, non nei listini.
  2. 2Poteri dell'amministratore: un amministratore può resettare la password o disattivare il secondo fattore di un utente finale? Se sì, la MFA è aggirabile via helpdesk.
  3. 3Giurisdizione: dove risiedono i dati personali e chi vi ha accesso tecnico? Determina l'estensione della valutazione GDPR e le risposte che potrai dare ai tuoi clienti.

Su questi tre criteri il confronto per singolo fornitore è nell'hub delle alternative, mentre l'architettura di LoginMaster è descritta su Sicurezza.

Chi ha scritto questa guida

LoginMaster è la piattaforma IAM di CDBKR S.r.l., società italiana che fornisce infrastruttura di autenticazione a software house, MSP e organizzazioni enterprise europee. Il modello di licensing descritto — canone per tenant e per progetto, utenti sempre illimitati — è quello effettivamente applicato, ed è documentato su prezzi. Per un preventivo sul proprio numero di tenant e progetti: contatti.

Domande frequenti

Dipende quasi interamente dal modello di prezzo, non dalle funzionalità. Con un prezzo per posto nell'ordine di 2-15 € per utente al mese, 50.000 utenti valgono fra 1,2 e 9 milioni di euro l'anno di solo costo di autenticazione. Con un modello per utente attivo mensile, tipico del CIAM e nell'ordine di pochi centesimi, gli stessi 50.000 utenti valgono fra qualche decina e qualche centinaio di migliaia di euro l'anno. Con un canone strutturale legato a tenant e progetti, il numero di utenti non entra nel calcolo.

Sì: sono i fornitori che legano il prezzo alla struttura del servizio anziché al numero di persone. LoginMaster fattura per tenant — ogni ambiente isolato con propri utenti, configurazione e branding — e per progetto integrato, dove un progetto corrisponde a un'applicazione: web, mobile e pannello di amministrazione contano come tre. Gli utenti sono sempre illimitati e inclusi, quindi passare da 5.000 a 50.000 utenti non modifica il canone.

Il prezzo per posto fattura ogni utente registrato o licenziato, quindi si paga anche per account dormienti e collaboratori occasionali: è il modello tipico dell'IAM workforce. Il prezzo per utente attivo mensile fattura solo chi si autentica almeno una volta nel mese, è tipico del CIAM e ha un prezzo unitario molto più basso, ma introduce varianza perché i picchi stagionali producono fatture non pianificate. Le due famiglie non sono direttamente comparabili e vanno valutate sul proprio caso d'uso.

Otto voci: se la MFA appartiene a un tier superiore, se SAML e la federazione enterprise sono inclusi, se l'export dei log verso il SIEM è un add-on, se gli ambienti di sviluppo e collaudo sono fatturati come produzione, se i token machine-to-machine rientrano nel conteggio utenti, cosa succede al superamento della soglia di utenti attivi, quali tempi di risposta del supporto sono contrattualizzati e come si esportano utenti e configurazioni in caso di cambio fornitore.

Il confronto onesto non è fra un canone e zero, ma fra un canone e un insieme di costi interni che esistono comunque: infrastruttura e ambienti di test, alta disponibilità con prove di ripristino, aggiornamenti frequenti con migrazioni major non banali, monitoraggio delle vulnerabilità, turno di reperibilità su un servizio critico come il login, competenza specifica concentrata su poche persone e produzione interna delle evidenze di conformità. Sommate, queste voci raramente scendono sotto una quota significativa di una persona a tempo pieno.

Il calcolo è diretto: con un prezzo di 5 € per utente al mese ogni 1.000 utenti valgono 60.000 € l'anno, con 2 € ne valgono 24.000. Il punto di pareggio si raggiunge quindi molto prima di quanto suggerisca l'intuizione, e si raggiunge una volta sola: superato, la distanza fra i due modelli continua ad allargarsi. Il criterio decisivo non è il valore assoluto ma quale asse di crescita — persone, attività o struttura del servizio — cresce più lentamente nel tuo scenario.

Perché il numero di utenti finali non lo decidi tu, lo decide il tuo cliente. Con un prezzo per utente, il contratto migliore — quello con il cliente più grande — è anche quello che porta il costo variabile più alto, e il margine si erode proprio quando dovrebbe migliorare. Un canone legato a tenant e progetti mantiene il costo dell'autenticazione prevedibile indipendentemente da quanto crescono i clienti, ed è il motivo per cui software house e MSP che rivendono a più aziende preferiscono questo modello.

Tre criteri che compaiono nei questionari di sicurezza e non nei listini. Primo, il tipo di isolamento fra i tuoi clienti: applicativo, cioè un filtro nelle query, oppure crittografico, cioè token non validabili fuori dal proprio tenant. Secondo, i poteri dell'amministratore: se un amministratore può resettare la password o disattivare il secondo fattore di un utente finale, la MFA è aggirabile via helpdesk. Terzo, la giurisdizione: dove risiedono i dati personali e chi vi ha accesso tecnico.

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