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Alternative alle piattaforme IAM: il confronto in un unico posto

Chi arriva qui ha di solito già una piattaforma in produzione e un motivo preciso per rivalutarla: il costo che cresce con gli utenti, i dati di identità fuori dall'Unione Europea, oppure un requisito NIS2 arrivato dal reparto compliance. Questa pagina mette a confronto i criteri che contano davvero e rimanda al confronto puntuale con ciascun vendor.

Gli otto criteri che decidono la scelta

La colonna di sinistra descrive il modello adottato dalla maggior parte delle piattaforme IAM tradizionali. Le specificità di ogni singolo prodotto sono sulla rispettiva pagina di confronto.

Confronto tra il modello delle piattaforme IAM tradizionali e quello di LoginMaster su otto criteri architetturali, di costo e di conformità.
CriterioPiattaforme IAM tradizionaliLoginMaster
Dove risiedono i dati personaliNel cloud del fornitore, spesso fuori dall'Unione Europea.Esclusivamente nel Tenant del cliente. Il Cloud opera solo su dati cifrati e pseudonimizzati.
Accesso del fornitore ai datiLimitato da policy contrattuali e controlli interni.Impossibile per architettura: nel Cloud non transitano email, nomi o credenziali in chiaro.
Isolamento tra organizzazioniLogico, gestito a livello applicativo dal fornitore.Crittografico: chiavi, certificati e salt univoci per ogni tenant e per ogni progetto.
Modello di prezzoPer utente attivo mensile: il costo cresce con l'organizzazione.Flat per tenant e progetto, utenti illimitati inclusi, nessun costo per utente.
Protezione delle credenzialiHashing gestito interamente nell'infrastruttura del fornitore.Argon2 con split-salt tra Tenant e Cloud, e token firmati due volte (Tenant e Cloud).
Federazione e protocolliAmpia copertura protocollare, spesso a listino su piani superiori.SSO con Google Workspace e Microsoft Entra ID via OAuth 2.0/OpenID Connect. SAML 2.0 e SCIM 2.0 sono sul roadmap.
Conformità GDPR e NIS2Raggiungibile con configurazioni aggiuntive e clausole contrattuali.Proprietà dell'architettura: i dati non lasciano il Tenant, i controlli sono allineati anche a ISO 27001.
Supporto e sviluppoSupporto in inglese su fusi orari extra-europei.Piattaforma progettata e sviluppata in Italia, con supporto tecnico in italiano.

Il dettaglio dell'architettura che rende impossibile l'accesso del fornitore è sulla pagina sicurezza, il mapping normativo su conformità e il modello di costo su prezzi.

Come valutare un'alternativa

Quattro domande che restringono il campo più in fretta di una checklist di funzionalità.

Parti dal vincolo normativo

Se operi in un settore soggetto a NIS2 o tratti dati particolari, la domanda non è quale piattaforma abbia più funzioni ma dove finiscono le identità dei tuoi utenti e chi può leggerle. È il criterio che elimina più opzioni, quindi conviene applicarlo per primo.

Proietta il costo a tre anni

Il listino per utente attivo è competitivo all'inizio e diventa la voce di spesa dominante quando l'organizzazione cresce o quando aggiungi ambienti di test. Confronta il costo alla dimensione che prevedi fra tre anni, non a quella di oggi.

Verifica il costo di uscita

Regole di autorizzazione proprietarie e SDK non standard rendono costoso ogni cambio futuro. Chiediti come esporteresti utenti, ruoli e configurazioni se dovessi cambiare di nuovo: la risposta dice molto sul lock-in reale.

Considera le identità non umane

Dispositivi IoT, service account e agenti AI stanno diventando la maggioranza delle identità da governare. Una piattaforma che le tratta come un'eccezione ti costringerà a costruire un secondo sistema accanto al primo.

Sul quarto punto la pagina di riferimento è quella sulle identità degli agenti AI e sulle identità dei dispositivi IoT.

Domande frequenti sulle alternative IAM

LoginMaster è una piattaforma IAM enterprise progettata e sviluppata in Italia, con hosting e dati esclusivamente in Europa. La differenza sostanziale rispetto ai provider extra-UE non è la sede legale ma l'architettura: i dati personali restano nel Tenant del cliente e il Cloud tratta solo dati cifrati e pseudonimizzati, quindi l'accesso del fornitore alle identità è impossibile per progettazione e non solo vietato da contratto.

Il modello di LoginMaster è flat e si basa su tenant e progetti, con utenti illimitati inclusi: la spesa non cresce quando aggiungi dipendenti, clienti finali o ambienti di test. Nelle piattaforme a utente attivo mensile la stessa crescita si traduce direttamente in costo ricorrente, ed è il motivo per cui molte valutazioni ripartono da zero dopo due o tre anni.

Oggi la federazione avviene via OAuth 2.0 e OpenID Connect verso Google Workspace e Microsoft Entra ID, mentre il provisioning e il ciclo di vita si automatizzano con REST API, SDK TypeScript/.NET e webhook. Il supporto nativo a SAML 2.0 e allo standard SCIM 2.0 è sul roadmap di piattaforma: se il tuo perimetro dipende da uno dei due, è un punto da mettere sul tavolo nell'assessment.

Le applicazioni che parlano OAuth 2.0 e OpenID Connect si ricollegano cambiando configurazione. Dove esistono personalizzazioni proprietarie del provider precedente, quelle vanno riprogettate su standard aperti: è esattamente ciò che l'assessment iniziale della migrazione serve a censire, prima di impegnare i team applicativi.

Le pagine dedicate coprono Auth0, Okta, Keycloak, Microsoft Entra ID, AWS Cognito, Firebase Auth, Ping Identity, ForgeRock, OneLogin, JumpCloud e ZITADEL. Per piattaforme non presenti in elenco il confronto si fa direttamente in fase di assessment, dove si mappano le configurazioni effettivamente in produzione.

Confronta sul tuo caso reale

Una tabella comparativa dice cosa cambia in generale. Quanto cambia per te dipende da quante applicazioni hai integrato, da quali policy hai scritto e da quale normativa ti si applica: sono le prime cose che guardiamo insieme.